Si è svolta nei giorni scorsi a Verona la 50esima edizione di Vinitaly, manifestazione italiana dedicata al mondo del vino.
Una rassegna importante, che è riuscita nel tempo, a favorire la crescita di un grande prodotto italiano, un atteso appuntamento che ogni anno attira visitatori da tutto il mondo, diventata una delle più importanti del settore a livello mondiale.
Grazie alle tantissime aziende vinicole che ogni anno credono in questa manifestazione e la fanno crescere, In questi 50 anni Vinitaly si è affermato come uno dei brand più conosciuti a livello mondiale.
Vinitaly 2016 registra un nuovo record: 4.100 espositori e 100 mila metri quadrati di stand.
In questi giorni i padiglioni della Fiera di Verona sono stati visitati da migliaia di persone tra appassionati ed esperti del settore che ogni anno si recano nella cittadina veneta per prendere parte alla manifestazione che si posiziona sicuramente tra le eccellenze italiane.
In questa 50esima edizione del Vinitaly hanno trovato spazio vini provenienti da diverse nazioni e soprattutto da aziende vinicole made in Italy che ogni giorno attraverso un duro lavoro cercano di migliorare ed aumentare la produzione dei nostri vini che rimangono tra i migliori al mondo. Tra questi c’è sicuramente il Chianti Classico che compie 300 anni ed il cui territorio punta alla candidatura a Patrimonio dell’Umanità.
A fianco di Vinitaly è stato inaugurato Sol&Agrifood, il salone internazionale dell’agroalimentare di qualità dove sono state le migliori produzioni italiane come olio extravergine di oliva, paste e prodotti da forno, birre artigianali, formaggi, cioccolata, caffè, conserve e molto.
Anche Maculan ha partecipato a questi importanti appuntamenti, sempre al passo con le tendenze del mercato.
Date uno sguardo alla galleria qui.
I più attenti osservatori e gli amanti del luppolo non avranno potuto fare a meno di notare che da qualche anno in Italia si è diffusa una tendenza che prima apparteneva ad una nicchia piuttosto ristretta: la birra artigianale. Nelle città hanno infatti cominciato a fioccare locali dediti alla degustazione e alla vendita di questa antica bevanda, che nell'ultimo quinquennio sembra stia vivendo una seconda giovinezza.
Forse non tutti sanno, però, che la birra artigianale italiana ha un bicchiere universale per la sua degustazione, di nome Teku. No, non si tratta di nulla di orientale, ma di un'invenzione tutta italiana. Il Teku prende il nome dalle iniziali dei suoi "padri", Teo Musso e Kuaska, cioè due tra i più importanti e riconosciuti esperti di birra italiani nel mondo. Correva l'anno 2004, e la birra artigianale in Italia era una realtà riservata a pochi eletti.
I due si misero al tavolo per mettere a punto un'idea che per quegli anni era senz'altro originale: realizzare un bicchiere che fosse in grado di esaltare tutte le peculiarità della birra, evidenziandone pregi e difetti e la cui destinazione d'uso fossero le degustazioni nei concorsi birrari e tutte le varie situazioni ufficiali. Col passare del tempo, però, la fama del Teku continuò a crescere, al punto che molti birrifici e locali di alto profilo cominciarono ad associare a questo innovativo bicchiere la propria immagine. In un periodo in cui il mondo del food e del beverage iniziarono ad essere prepotentemente in auge (con i risultati che ancora oggi, dopo diversi anni, possiamo apprezzare), il Teku era diventato il simbolo della birra d'eccellenza.
Il suo successo è stato certificato anche a livello internazionale, tant'è che alcuni dei mostri sacri della birra artigianale europea hanno deciso di adottarlo e di collegare ad esso la propria immagine.
É vero, l'identità del Teku è andata un po' corrompendosi nel corso degli anni, e da bicchiere universale per la degustazione è passato ad essere considerato un bicchiere universale per la birra, due concetti del tutto diversi. Ogni birra artigianale ha infatti uno stile che la caratterizza, qualità organolettiche proprie, e non può quindi esistere un solo bicchiere che sia in grado di esaltare indistintamente l'esperienza gustativa di ogni singola birra.
In ogni caso, al netto di tutte le luci e delle possibili ombre, è indubbio che questo bicchiere abbia un'eleganza intrinseca impareggiabile e che il suo successo abbia segnato i primi importanti passi per la diffusione nel mondo della fama della birra artigianale italiana. Ad oggi infatti essa non ha nulla da invidiare, qualitativamente, alle sorelle maggiori belghe e britanniche.
Cheers!